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Un finimento tocca più punti di una sella

DisciplinaUn finimento tocca più punti di una sella

Dalla collana al sottocoda, su un cavallo da attacco c’è cuoio dappertutto. Dove sfrega, perché l’uniformità conta più dell’estetica e cosa fare dopo.

Una sella appoggia sul dorso, un sottopancia fa un giro, e nell’equitazione il bilancio finisce lì. Negli attacchi la lista è un’altra: collana o pettorale su spalla e petto, sellino con sottopancia, braca e reggibraca sul posteriore, sottocoda sotto la base della coda, portastanghe, e in più una testiera con i paraocchi. In tutti quei punti il materiale lavora sulla pelle, e negli attacchi tira anche.

La trazione non passa per le cinghie. Passa per la pelle che ci sta sotto.

Collana o pettorale, due modi di tirare

La collana porta la trazione sulla spalla ed è quindi la soluzione per il lavoro pesante. È però anche il pezzo di finimento che deve calzare con più precisione: si adatta a un cavallo preciso come una sella, ha bisogno di aria sulla trachea e nella trazione non deve spostarsi. Il pettorale appoggia piatto davanti al petto e perdona di più, ma pretende la sua altezza: sopra la punta della spalla, perché la spalla resti libera, e ben sotto la trachea.

I punti che si conoscono

Chi trova peli bianchi in uno di questi punti sta leggendo un messaggio dal passato: lì c’è stata pressione per un periodo lungo, e l’affibbiatura è ancora la stessa. Una zona senza pelo o aperta è invece un messaggio di oggi. Va dal veterinario e non sotto uno spesso strato di grasso.

Due cavalli, una sola immagine

Nella pariglia si aggiunge una richiesta che il singolo non conosce. I due devono lavorare insieme, e nelle gare di attacchi devono anche apparire insieme: tipo simile, taglia simile, balzane il più possibile simili, un modo di muoversi che si sovrappone. L’uniformità viene valutata, e non è un premio di bellezza. Due cavalli che allungano lo stesso passo e sono attaccati alla stessa misura tirano in modo uniforme. Quello che tira di più si prende anche l’attrito.

Si attacca in modo che entrambe le tirelle portino lo stesso. Se un cavallo resta sempre dietro all’altro, raramente è una questione di carattere e quasi sempre di affibbiatura. Nel dubbio, farsi guardare da qualcuno che attacca ogni giorno.

Cuoio, sudore e il quarto d’ora dopo aver staccato

Il sudore asciuga sul cuoio e lascia sale. Il sale tira il grasso fuori dal cuoio, lo irrigidisce, e un bordo rigido abrade. Per questo dopo un’uscita non si cura solo il cavallo, ma anche il finimento: passare un panno sulle facce interne, sciacquare l’imboccatura, appendere il cuoio asciutto e ingrassarlo con regolarità. Nel passare il panno si guardano anche le cuciture, e negli attacchi non è un punto cosmetico.

Il cavallo riceve lo stesso giro. Spalla, petto, zona del sottopancia, base della coda, posteriore, dietro le orecchie, una volta con la mano piatta e una volta con l’acqua sui punti dove si è fermato il sale.

Un finimento che calza non si nota. Un finimento che non calza il giorno dopo si legge nel pelo.

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