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Sette pezzi, nessuno ne serve di più

AttrezzaturaSette pezzi, nessuno ne serve di più

La maggior parte delle cassette da toelettatura è piena e comunque inutile. Cosa serve davvero, in quale ordine si usa, e perché lavare le spazzole non è pignoleria.

Aprite dieci cassette da toelettatura e troverete dieci volte la stessa cosa: quattro spazzole di cui nessuno ricorda più bene lo scopo, tre flaconi spray usati a metà e un nettapiedi senza spazzola. Eppure la toelettatura è uno dei pochi compiti attorno a un cavallo che segue una logica chiara.

L’ordine spiega gli strumenti

La toelettatura procede dal grezzo al fine, e dalla profondità alla superficie. La striglia porta lo sporco fuori dal mantello, la spazzola dura lo elimina, la spazzola morbida riadagia il pelo. Invertire l’ordine significa lucidare una polvere che sta per rialzarsi.

Confondere il colore delle spugne non è una distrazione, è un problema igienico.

Cosa rovina le spazzole

Una spazzola mai pulita diventa, nel giro di due mesi, un diffusore di polvere. Grasso, cellule morte e sabbia si depositano tra le setole e vengono ristrofinati nel mantello a ogni passata. Una volta al mese, acqua tiepida con una goccia di shampoo, risciacquo, asciugatura con le setole rivolte verso il basso. Non al sole: le setole naturali diventano fragili.

Se in scuderia gira un problema cutaneo, non si condivide nulla: né spazzole, né spugne, né coperte. È l’unico punto in cui l’ordine nella cassetta da toelettatura diventa una questione sanitaria.

La cassetta in sé

Una cassetta da toelettatura dovrebbe essere aperta e poco profonda, così tutto può asciugare. I contenitori chiusi trattengono umidità e cattivo odore nel giro di tre settimane. Chi viaggia spesso farebbe meglio con due cassette piccole invece di una grande: una per la scuderia, una per il camion, sempre rifornita, così la mattina del concorso non c’è nulla da ricomporre.

Cosa non deve trovarcisi

Tutto ciò che non si usa da sei mesi. Flaconi spray senza etichetta. Spazzole con le setole rotte che strappano il crine invece di ordinarlo. E il secondo paio di forbici che non appartiene a nessuno, e con cui prima o poi qualcuno finisce per accorciare una coda.


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